mercoledì 16 dicembre 2015

Un kōyō tutto per me: Kōdai-ji

Normalmente il 紅葉 kōyō, ovvero il meraviglioso e coloratissimo fogliame autunnale offerto dai momiji, gli aceri giapponesi, raggiunge l'apice a Kyōto a fine novembre e già dopo la prima settimana di dicembre gli alberi hanno perso le foglie. Oppure sono ormai secche e marroni e attaccate ai rami da sottilissimi piccioli pronti ad abbandonarsi al riposo invernale da un momento all'altro.
Quest'anno l'autunno è stato particolarmente mite e lungo in Giappone e il freddo sembra proprio non voler arrivare: per questo anche il kōyō si è spostato un po' avanti e ha raggiunto l'apice a inizio dicembre, anziché a novembre. Arrivare a Kyōto il 9 dicembre e vedere i pennacchi dorati dei gingko che spiccavano nel buio della notte è stato quindi un bellissimo e inaspettato regalo.
Non mi illudevo di trovare però tanto kōyō e in effetti erano poche le zone in cui gli aceri non avevano già iniziato a virare al marrone... Solo qua e là qualche albero isolato o qualche piccola macchia di colore mi faceva altri regali inattesi.



Sono andata al mio amato Kiyomizudera per portare i vecchi omamori e prenderne di nuovi e sebbene del kōyō fosse rimasto ormai ben poco, qualche fiamma rossa ha aspettato il mio arrivo^^










C'era anche un alberello di 山茶花 sazanka in fiore (è una pianta sorella della camelia^^)




Poi ho deciso di andare comunque all'apertura serale con illuminazione apposita per il kōyō che si teneva a Kōdai-ji fino al 13 dicembre (più di una settimana in ritardo rispetto al solito), perché quel tempio a me tanto caro è bello anche spoglio e l'illuminazione notturna è sempre e comunque suggestiva. 
Andando al tempio sono passata davanti a Gesshin-in dando un altro saluto all'ultima dimora di Heisuke


 e poi pochi metri più avanti ecco davanti a me la scalinata di Kōdai-ji.
Sono rimasta senza parole: il kōyō era appena iniziato! Tantissimi degli aceri che costeggiano la scalinata erano ancora verdi! E solo alcuni avevano iniziato a colorarsi di giallo e arancione.

 
Sono salita fin su alla porta e varcandola ho davvero fatto un passo dentro un altro mondo. Nel giardino del tempio il kōyō era già in fase avanzata, ma ancora in grado di emozionare con i suoi colori.




Questa è la casa del tè




 

Il giardino di sabbia alla suggestiva luce dell'incipiente crepuscolo




Di nuovo nel giardino, per prendere il sentiero che sale sulla collina e poi ridiscende in mezzo al boschetto di bambù






Qui siamo nella parte alta del tempio, con l'edificio dedicato a Nene-sama e suo marito, niente meno che Toyotomi Hideyoshi... Purtroppo non era consentito scattare fotografie all'interno







Riscendiamo da un altro lato, in mezzo a quella che sembra la navata di una cattedrale gotica disegnata dagli altissimi bambù





Arrivata giù le lanterne sono ormai già tutte accese e i colori delle foglie riverberano per effetto delle luci: sembra di essere in un paesaggio da fiaba



 




 Nel giardino di sabbia stanno proiettando delle immagini di oni, yōkai e altri personaggi della tradizione e del folklore e le immagini si susseguono al ritmo di una forte musica


Finita la proiezione mi avvio verso l'uscita...


Il mio Kōdai-ji è sempre uno spettacolo per me



 Fuori dal tempio prendo una bella tazza di amazake caldo (lo faccio ogni volta che vengo a Kōdai-ji^^ amo l'amazake caldo ;P)


Rieccomi davanti alla porta, ma stavolta in uscita, e potete vedere come le chiome degli aceri lungo la scalinata siano ancora per la maggior parte verdi! Siamo al 10 di dicembre e sono verdi!!
 
 




Ciao mio caro Kōdai-ji: grazie del regalo incredibile che mi hai fatto... Ci rivedremo presto; è una promessa che sappiamo entrambi manterrò di certo.

Sango

Nene-sama: Nene era il nomignolo con cui veniva chiamata la moglie di Toyotomi Hideyoshi (o forse dovremmo dire la moglie principale, poiché a quel tempo era consentito prendere più mogli e anche concubine) e che aveva con il grande guerriero un rapporto molto speciale, in parte in virtù della propria intelligenza anche a livello strategico-militare. Il nome postumo che le fu dato dopo la morte (questa è una pratica buddista) è Kōdai, proprio il nome del tempio, dove visse dopo aver preso la tonsura in seguito alla morte del marito. A lei è dedicato anche il nome della bellissima via 寧々の道 (o ねねの道) sulla quale si trova l'ingresso occidentale di Kōdai-ji.

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