venerdì 18 dicembre 2015

Sango no Shinsengumi 第2話

Solo una settimana fa ero a Kyōto e anche in questa occasione mi sono ritagliata dei momenti da dedicare alla Shinsengumi. Questi (lunghi) momenti hanno compreso visite a siti in cui ancora non ero stata e i soliti eterni ritorni, perché quando sono a Kyōto devo sempre andare a far visita a certi luoghi.

La prima tappa è stata una breve visita a Kōdaiji, perché uno dei suoi sub-templi, Gesshin-in, è stato il quartier generale del Goryō Eji, cioè le guardie della tomba imperiale, gruppo composto da Itō Kashitarō e i 14 uomini che portò con sé quando lasciò la Shinsengumi nella primavera del 1867, tra cui Tōdō e Saitō. Del tempio è visitabile solo l'ingresso al giardino e fuori dalla porta c'è una targa che dice appunto che è stata la sede del Goryō Eji di Itō Kashitarō.




Qui Itō, Tōdō, Hattori e Monai hanno trascorso gli ultimi mesi della loro vita e Saitō ha vissuto un momento difficile, in incognito come spia della Shinsengumi. 
Purtroppo, come ho detto, non è visitabile, ma è stato comunque emozionante trovarsi nello stesso luogo e, soprattutto, per una volta vedere scritti i loro nomi, anziché solo "Shinsengumi".






Vedere che Heisuke ha trascorso gli ultimi mesi in un luogo così bello mi ha dato un pochino di consolazione.



Sono passata di lì velocemente prima di andare a cena, non era una visita programmata, al contrario; ho solo deciso lì per lì di allungare il tragitto per andare da loro.

Il giorno dopo invece sono andata di proposito a Kurodani, dove si trova Konkaikomyo-ji, il tempio che era la sede del clan Aizu, cui era affidato l'incarico di Commissario Militare di Kyōto. Qui viveva insomma Matsudaira Katamori, alle cui dipendenze e ordini agiva la Shinsengumi. Proprio in questo luogo il 18 agosto 1863, Matsudaira chiamò a udienza Serizawa, Kondō e Hijikata e consegnò loro il nuovo nome del gruppo: da quel momento il Mibu Roshigumi diventò la Shinsengumi.








Su questa porta, la porta ovest, è affisso un cartello che dice che questa era la sede del clan Aizu!
 




Diciamo che per me l'interesse relativo a questo luogo si limita al rapporto che il clan Aizu aveva con la Shinsengumi. Però devo dire che la porta è veramente impressionante e molto bella.






Fuori dalla porta ovest che porta a Konkaikōmyō-ji, ho fatto un simpaticissimo incontro: due mici neri, uguali, presumibilmente fratelli, che giocavano e si coccolavano senza sosta. Erano incuriositi e allo stesso tempo timorosi nei confronti di questa straniera che si aggirava lì alla ricerca delle orme dei suoi samurai.




La sera poi sono tornata a Gesshin-in perché dovevo andare a Kōdai-ji per vedere il light up, ovvero l'illuminazione notturna per ammirare il kōyō. Fortunatamente aveva ormai smesso di piovere e il cielo si era quasi del tutto rischiarato.





Ma il vero Shinsengumi tour sarebbe stato l'indomani, un sabato, in cui avevo in programma di passare la giornata con una mia onee-san, anche lei malata di Hakuōkite (meno di Shinsengumite, anche se pure lei colpita in modo abbastanza grave), e il programma era abbastanza ricco. L'evento principale era la visita guidata che avevamo prenotato per la mattina a Sumiya, l'ageya frequentata sia dagli uomini della Shinsengumi (Serizawa e Hijikata in testa, ma anche Kondō), che da uomini di Chōshu, Satsuma e altre personalità influenti del periodo.
Sapevo che era un luogo bello ed elegante perché avevo visto diverse foto, ma, come sempre, a Kyōto la realtà supera ogni immaginazione.
L'incontro era alle 10 davanti a Sumiya, ma io sono uscita molto prima perché volevo passare (anche se erano più o meno di strada) da Nishi Hongan-ji, per fare delle foto più belle della prima volta, e soprattutto volevo andare a Honkō-ji, Aburanokōji, il luogo in cui Itō Kashitarō e poi 3 dei suoi uomini furono uccisi dalla Shinsengumi nel famoso Aburanokōji Jiken. La data giapponese era 慶応3年11月18日, che corrispondeva al nostro 13 dicembre 1867: sì, ricorreva proprio il giorno seguente. Tra quei 3 uomini c'era Heisuke.
In quel luogo, teatro di eventi atroci, il piccolo tempio di Honkō-ji conserva memoria della violenta morte di Itō con una stele all'esterno e una lapide all'interno, a destra subito dopo aver varcato la porta. 




In quel punto di Kyōto era morto non solo Itō, ma anche Heisuke...

Da lì mi sono poi diretta a Nishi Hongan-ji, che è vicinissimo, e ho avuto la fortuna di trovare il suo grandissimo ginko in una meravigliosa nuvola gialla. Questo ginko ha più di 400 anni!


 





  
Un po' di scatti "Shinsengumi"...
 





 ...e poi via verso Shimabara!





Mentre aspetto la mia onee-san davanti all'ingresso di Sumiya vedo entrare tantissime persone... la Shinsengumite si sta diffondendo ^^' (ma magari invece erano ammiratori di Chōshu o Satsuma x°D)







Appena entrate e comprato il biglietto abbiamo lasciato le borse in un armadietto e abbiamo seguito la guida, un simpaticissimo signore anziano che ci ha portato subito al piano superiore dove si trovano le stanze in cui i clienti venivano intrattenuti dalle geiko, maiko o tayu che mandavano a chiamare. Ogni stanza ha il proprio nome, il proprio tema e le proprie decorazioni, curate nei minimi dettagli, dalle grate delle finestre alla base delle lampade. Ogni stanza faceva crescere le nostre espressioni di meraviglia, fino all'ultima che, per la serie save the best for last, era in assoluto la più bella, con l'arredamento nero intarsiato di meravigliosi disegni in madreperla. Purtroppo uno degli armadi è rovinato da 3 grossi colpi di katana inferti durante un'irruzione da uomini della Shinsengumi ^^'; lo sappiamo con certezza, perché proprio Kondō-san lo racconta in una lettera.
La stanza ha un bel balconcino che si affaccia sul giardino e in quel momento offriva una splendida tavolozza di verde, arancione, rosso, giallo e un cielo azzurro e una bella luce solare, che era tornata dopo due giorni grigi di pioggia.
In alcuni punti del piano c'erano dei cartelli che dicevano che era vietato fotografare, ma non ovunque, per lo più su oggetti, però poiché nessuno scattava foto e la stessa guida non ci aveva detto nulla a riguardo, anche io non ho scattato nessuna foto. Quando poi la guida ci ha condotto giù e ci ha visto fotografare un piccolo angolo di giardino della casa, ci ha detto che avremmo potuto scattarle dopo la fine della visita (voglio credere si riferisse al piano terra e non anche al secondo, se no mi mangio le mani^^').

A quel punto ci ha affidato a un'altra guida, che si occupava del piano terra: ci hanno fatto entrare e sedere in una stanza chiamata 松の間, la stanza del pino, che si affaccia su due lati sul giardino e dalla porta-finestra più grande proprio sul famoso triplo pino di Sumiya (triplo perché quello originario è stato tagliato, perché malato, e vicino ne è stato piantato un altro e poi un altro ancora, anche se a guardarli sembrano tutti uno stesso albero).



La guida ci ha detto che il giardino è particolarmente bello a inizio aprile, quando i ciliegi (tra cui uno shidarezakura) sono in fiore. Ma a dire il vero il giardino era bellissimo anche quel giorno, con un acero giapponese in pieno kōyō e una meravigliosa luce che lo faceva brillare.
 





Questa stanza ha anche un'altra particolarità: fu qui che si tenne la festa la sera che Serizawa fu ucciso.





Finita l'interessante spiegazione della guida eravamo libere di girare un po' e fare delle foto;







In queste stanze, che sono i locali di servizio e le cucine, sono esposti alcuni oggetti, tra cui la lettera di Kondo-san, che purtroppo non si poteva fotografare




Qui, all'ingresso, i clienti dovevano lasciare le proprie katane; a sinistra si vedono anche dei tagli fatti dalle katane sui tessuti che rivestono le pareti.


dopodiché ci siamo avviate verso l'uscita, perché proprio vicino all'ingresso, all'esterno, c'è un altro segno di un colpo di katana della Shinsengumi.



Questo è l'ingresso, con lo stemma di Sumiya raffigurato nelle tende





La visita a Sumiya è stata un po' più lunga di quanto pensassimo, ma soprattutto è stata molto più bella di quanto avessi immaginato. Per il resto del giorno, ogni volta che ne abbiamo parlato non facevamo che dire すごかった!Su Sumiya preparerò però anche un post a parte, perché ci sono alcune cose importanti e interessanti da dire, dal punto di vista storico-culturale, Shinsengumi a parte, insomma.

Dopo Sumiya siamo andate a Ikedaya, dove avevamo prenotato il pranzo. Siccome a fine settembre è uscito il nuovo gioco di Hakuōki Shinkai, Kaze no Shō, anche il menù è cambiato ed eravamo curiose, anche se a dire il vero a me piace andarci sempre e comunque.
Ho ordinato il menù Sōji (tenpura) e la bibita Heisuke (arancia e mango) e le patatine San-baka xD 



Mi sono state date la card di Heisuke per la bibita e una random per le patatine: mi è capitato il fascinoso principe degli oni...
Finito il pranzo era già un po' tardi e ci siamo affrettate ad andare a Mibu, dove avevamo in programma il tour completo. Abbiamo iniziato da Kōen-ji, perché volevo andare a trovare Sannan-san ^.^ anche stavolta ho bruciato l'incenso davanti alla sua tavoletta 


e poi sono andata sul retro, alla tomba.



Dopo aver salutato Sannan-san siamo andate a Maekawa Tei per curiosare tra i souvenir (purtroppo il negozietto è tutto ciò a cui si ha accesso) e quindi rimanevano solo Mibudera e Yagi Tei. Ma era tardi e dovevamo scegliere quale visitare tra i due, perché chiudevano alla stessa ora e c'era davvero poco tempo.
Abbiamo fatto il biglietto per Yagi Tei e iniziato la nostra visita. 


La guida stavolta era una donna, che si è soffermata molto su particolari storici e altre curiosità, come dirci che da lì a quel tempo si vedeva il castello di Osaka, perché non esistevano costruzioni tanto imponenti in giro; ognuno mette del proprio e dà la sua impronta al racconto, quindi non mi stanco mai di tornarci, anche se le cose da vedere sono sempre le stesse.
Lei però era piuttosto guardinga riguardo alle foto e quindi stavolta non ne ho potuto fare... ma Yagi Tei era la stessa della volta scorsa, solo più fredda ^^ A fine tour solito tè e daifuku, di cui ho anche comprato una confezione


e poi... e poi niente perché Mibu-dera era ormai chiuso T^T ma vedere la porta del tempio chiusa, al buio, con solo un po' di riflesso dei lampioni come fossero luce della luna, mi ha dato una sensazione speciale: sembrava grande, imponente, un portale verso un altro mondo... e ho sentito come se davvero lì dietro ci fossero loro...
Il tour Shinsengumi si è chiuso così: con una passeggiata lungo Kawaramachi dori e un buon piatto di udon.

Ma per me non finiva lì: rimaneva ancora la cosa più importante. Il giorno dopo, domenica 13 dicembre, era l'anniversario di Aburanokōji, cioè della morte di Heisuke, e io avevo prenotato la visita alla tomba, naturalmente.
Ho comprato i fiori 


e sono andata al tempio; mentre salivo ho visto due ragazze in kimono con dei fiori in mano e ho pensato che forse anche loro stavano andando alle tombe. E così è stato. Io ci sono arrivata poco prima: 


non c'era nessuno e quando ho aperto il cancello e sono entrata ho visto che le tombe avevano tutte grandi mazzi di fiori, non freschissimi, ma abbastanza freschi. Altre persone nei giorni precedenti avevano già visitato le tombe, anche perché molti ricordano l'evento il 18 novembre, secondo la data del calendario giapponese del tempo. Ad ogni modo io ho pulito il vaso (era lo stesso della volta scorsa ^.^) e ho messo i miei fiori, ho salutato Heisuke e gli ho anche dato un piccolo omamori che avevo preso per lui a Kiyomizudera due giorni prima. 






Poi sono arrivate le due ragazze e si sono messe a pulire anche i fiori delle altre tombe; loro avevano portato fiori per tutti... So che i morti sono tutti da rispettare allo stesso modo, ma a me Itō proprio non piace T.T (perdonami Heisuke). I miei fiori erano solo per Heisuke. Sono poi arrivate altre persone, tra cui una ragazzina con la mamma e questa ha recitato un sutra per lui, prendendone in prestito il testo da un'altra persona ancora. Devo dire che sono rimasta molto colpita dall'attenzione e devozione mostrate dalla gente nei loro confronti. Me ne aspettavo un po', ma decisamente meno di così; sono soprattutto Hijikata e Kondō-san ad avere ammiratori e, in minor misura, Saitō e Okita.
Questa è stata l'ultima, ma la più emozionante tappa del mio Shinsengumi tour per stavolta, ma ho ancora alcune cose da vedere a Kyōto la prossima volta.

Quindi alla prossima!

Sango ❤

つづく。。。




Le foto di questo post sono tutte MIE. All the photos in this post are mine.

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