venerdì 20 novembre 2015

Shinsengumi 新撰組


新撰組
Shinsengumi


Il simbolo della Shinsengumi era l'ideogramma della parola 誠 (makoto) che significa sincerità.
Questo è il vessillo, rovinato e bruciato dalla battaglia, conservato a Hino, nel museo dedicato alla Shinsengumi.
Photo source:http://etude-nao.cocolog-nifty.com/photos/uncategorized/img_0008.JPG


Nelle fasi finali della Shinsengumi apparve anche questa forma: così era la piccola pezza che Hijikata aveva attaccata ai vestiti una volta che iniziò a vestire all'occidentale.

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La Shinsengumi è passata alla storia come un gruppo di spietati guerrieri che durante il Bakumatsu terrorizzava l'antica capitale Kyōto. Negli ultimi anni c'è però stata una riscoperta e rivalutazione della Shinsengumi, motivata sia da scoperte e riletture storiche, che dall'apporto mediatico di film, serie tv e animate.

Nel periodo Bakumatsu, la Shinsengumi era una sorta di gruppo militare, una polizia militare al soldo del Bakufu che aveva il compito di tenere l'ordine nella capitale invasa e disturbata da tantissimi rōnin (samurai senza signore che si procuravano da vivere come potevano, incluso il ricorso alla violenza o l'ingaggio come sicari).


Genesi della Shinsengumi: il Rōshigumi
La Shinsengumi vera e propria venne istituita nel 1863 a Kyōto quando il Commissario Militare della capitale riconobbe ufficialmente il lavoro svolto dal gruppo e divenne il loro protettore. Prima di quel momento, quel gruppo di guerrieri senza padrone si chiamava Rōshigumi ("squadra di rōshi/rōnin") ed era stato costituito all'inizio del 1863 a Tōkyō da Kiyokawa Hachirō, un rōnin legato ai Matsudaira, un ramo del clan Tokugawa. Ufficialmente il Bakufu reclutava rōnin e uomini volenterosi, a prescindere dallo stato sociale, per scortare lo Shogun Tokugawa Iemochi nella sua missione a Kyōto. Frustrati dalle disuguaglianze sociali e al contempo desiderosi di ottenere una più alta posizione sociale, rōnin e altri uomini comuni risposero in massa all'appello dello shogunato.
Tra questi uomini spinti da rivalsa, ambizione o perfino solo spirito patriottico di servire lo Shogun e il Giappone, c'era un piccolo gruppo di aspiranti samurai, appartenenti alla categoria dei patriottici alla ricerca di una società giusta, facenti capo a un piccolo e povero dōjō di Edo (odierna zona di Ichigayayanagi, Shinjuku), lo Shieikan, che tramandava la recente tecnica di kenjutsu nota come Tennen Rishin-ryū, una sorta di evoluzione nello stile di spada orientata al combattimento reale, a come vincere in battaglia. La figura centrale di questo gruppo era Kondō Isami, capo-istruttore dello Shieikan e quarto maestro della scuola Tennen Rishin-ryū. Insieme a lui c'erano allievi e collaboratori del dojo: Hijikata Toshizō, Inoue Genzaburō, Okita Sōji, Nagakura Shinpachi, Harada Sanosuke, Tōdō Heisuke e Yamanami Keisuke. Faceva parte del gruppo storico anche Yamaguchi Hajime (che cambiò poi il nome in Saitō Hajime), ma ad un certo punto abbandonò improvvisamente lo Shieikan, riunendosi poi al gruppo più tardi, a Kyōto.


Qui sorgeva lo Shieikan.
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Photo source:http://www.kurofune-shachu.com/shiseki/img/shieikan3.jpg


Alla sua costituzione, il Rōshigumi era composto da circa 250 uomini che vennero divisi in squadre guidate ciascuna da un comandante. Il gruppo dello Shieikan venne assegnato alla terza squadra comandata da Serizawa Kamo, un noto samurai (allora ormai rōnin) del clan Mito.
Partiti da Edo alla volta di Kyōto nel febbraio 1863, una volta che il Rōshigumi giunse a Kyōto il 10 aprile (2 23), gli uomini vennero alloggiati in diverse dimore private che avevano preventivamente dato la propria disponibilità ad accoglierli (dietro sostegno economico dello shogunato). Il giorno seguente, in una riunione presso il tempio di Sentokuzenji, a Mibu, Kiyokawa disse agli uomini che sarebbero immediatamente ripartiti per Edo e segretamente scrisse agli imperialisti, rivelando le sue vere intenzioni, ovvero reclutare uomini per la causa imperialista. 13 dei 250 uomini dissentirono e decisero di rimanere a Kyōto. Si trattava proprio di Kondō e i suoi uomini e di Serizawa con i suoi compagni. Questi 13 uomini rimasero gli unici membri del Rōshigumi che venne in seguito rinominato come Shinsengumi. Altri dissidenti, tra cui il cognato di Okita, Okita Rintarō, tornarono a Edo e fondarono lo Shinchōgumi, il ramo della Shinsengumi a Edo. Saitō si unì al Rōshigumi il 3 10, quando Kondō e Serizawa fondarono il Mibu Rōshigumi.

Questa è una serie di foto fatte da me in momenti diversi che riproducono il quartier generale della Shinsengumi a Mibu.


Mibu-dera






La tomba di Serizawa a Mibu-dera


Sentokuzenji 


Maekawa Tei





La terza squadra di Serizawa e Kondō era alloggiata in due case nella zona di Mibu, a est della città: Yagitei e Maekawatei, accanto a Mibudera e Sentokuzenji. Nella prima fase, Serizawa stava a Yagitei e Kondō e i suoi uomini stavano presso Maekawatei. In virtù di dove erano stanziati, il gruppo del Rōshigumi venne presto soprannominato Miburō (Mibu Rōshigumi). Nei primi mesi, senza avere il sostegno ufficiale di alcuna istituzione, pattugliavano Kyōto di propria iniziativa, guadagnandosi però una reputazione tutt'altro che positiva tra i cittadini.

Questi sono i nomi del nucleo del Mibu Rōshigumi, gli uomini che lo costituirono:

Serizawa Kamo, Niimi Nishiki, Hirayama Gorō, Hirama Jusuke, Noguchi Kenji, Saeki Matasaburo, Kasura Shingorō

Kondō Isami, Hijikata Toshizō, Yamanami Keisuke, Okita Sōji, Nagakura Shinpachi, Saitō Hajime, Inoue Genzaburō, Tōdō Heisuke, Harada Sanosuke

Tonouchi Yoshio, Abiru Aisaburō, Iesato Tsuguo, Negishi Yūzan 

In particolare, la condotta di Serizawa creò molti problemi al gruppo: nonostante abbia lasciato in eredità poesie di un certo valore estetico, Serizawa era un uomo di indole irascibile, beveva molto ed era violento con le donne (in vita sua stuprò diverse donne, compresa quella che poi divenne la sua amante nel periodo Shinsengumi, Oume), dando spesso origine a risse nei locali di Shimabara. Durante un viaggio a Osaka per raccogliere fondi per il Rōshigumi, rimase coinvolto in una rissa con dei lottatori di sumo: 10 rimasero uccisi. Il fatto venne portato davanti al magistrato di Osaka e risolto con una multa di 50 ryō. Vi furono altri incidenti che continuarono a minare la credibilità del Roshigumi e questo portò infine il signore di Aizu e Commissario Militare di Kyōto, Matsudaira Katamori, a ordinare a Kondō di uccidere Serizawa. Una sera di autunno (9 18, ovvero il 30 ottobre 1863) dopo una festa, Hijikata, Okita, Yamanami e Harada* sorpresero Serizawa e lo uccisero nella sua stanza a Yagitei insieme alla sua amante, Oume. (*in realtà non si sa con esattezza chi partecipò all'assassinio di Serizawa. In merito esistono 3 possibili ipotesi: 1) secondo la moglie di Yagi Gennōjo, Masa, quella sera c'erano Hijikata, Okita, Harada e Yamanami; 2) secondo il racconto di Nagakura, furono Hijikata, Okita, Tōdō e Mikura Isetake; infine, secondo lo studioso Nishimura, parteciparono Hijikata, Okita, Harada e Yamanami).
Il Rōshigumi di Mibu venne organizzato con a capo 3 uomini rappresentanti dei 3 nuclei costitutivi: Serizawa, Kondō e Tonouchi.
Ad un certo punto, Hijikata e Kondō compilarono il 
新選組隊の規則 (Shinsengumi-tai no kisoku), un codice di regole da seguire da parte di tutti i membri del Rōshigumi, capi inclusi, pena il seppuku. Era probabilmente un modo per provare a frenare il comportamento di Serizawa e dei suoi o per avere uno strumento che li legittimasse ad eliminarli se necessario.


Il codice originale 
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una riproduzione del contenuto in cui si può leggere più chiaramente, perché la foto è piccola 
Photo source:http://www.e-kyoto.net/upload/upload_20100525163158.gif
Questo codice portò alla morte di diversi membri, tra cui, già nelle prime fasi, l'arguto braccio destro di Serizawa, Niimi Nishiki, uno dei comandanti del Rōshigumi.
Alla fine Kondō-san rimase l'unico comandante.
Quando Serizawa era ancora vivo, il Rōshigumi iniziò a distinguersi indossando un haori di colore celeste (
浅葱色 (あさぎいろ/Asagiiro) の羽織) che lo stesso Serizawa commissionò ad un mercante di Osaka. Il colore sgargiante dell'haori, un celeste turchese, e il motivo disegnato nell'orlo (chiamato in giapponese, ダンダラ dandara), anche in quello delle maniche, consentiva a tutti di riconoscere i membri della Shinsengumi quando questi pattugliavano le strade o facevano qualche operazione di polizia, ma pare che già dopo l'incidente di Ikedaya la Shinsengumi smise di indossare l'haori azzurro.
Il Miburō ricevette anche un nuovo nome ufficiale da Matsudaira, il 18 di agosto del 1863: fu lui a convocare Serizawa, Kondō e Hijikata nella sede del clan Aizu, a Konkaikōmyōji, e a dare al gruppo il nome di Shinsengumi.

Shinsengumi

Una volta che Kondō rimase l'unico comandante, la Shinsengumi venne organizzata in questo modo:


局長 Comandante: Kondō Isami 近藤勇
総長 Segretario generale: Yamanami Keisuke 山南敬助
副長 Vicecomandante: Hijikata Toshizō 土方歳三
一番組組長 Capitano della prima squadra: Okita Sōji 沖田総司
二番組組長 Capitano della seconda squadra: Nagakura Shinpachi 永倉新八
三番組組長 Capitano della terza squadra: Saitō Hajime 斎藤一
四番組組長 Capitano della quarta squadra: Matsubara Chūji 松原忠司
五番組組長 Capitano della quinta squadra: Takeda Kanryūsai 武田観柳斎
六番組組長 Capitano della sesta squadra: Inoue Genzaburō 井上源三郎
七番組組長 Capitano della settima squadra: Tani Sanjūrō 谷三十郎
八番組組長 Capitano della ottava squadra: Tōdō Heisuke 藤堂平助
九番組組長 Capitano della nona squadra: Suzuki Mikisaburō 鈴木三木三郎
十番組組長 Capitano della decima squadra: Harada Sanosuke 原田左之助
参謀 Ufficiale di stato maggiore: Itō Kashitarō 伊東甲子太郎

La Shinsengumi iniziò a guadagnarsi un ruolo ufficiale dopo quello che divenne noto come incidente di Ikedaya (池田屋事件). Nell'estate del 1864, la Shinsengumi arrestò un certo Furutaka Shuntarō che, stando alle informazioni raccolte dalle spie della Shinsengumi Shimada Kai e Yamazaki Susumu, era un collaboratore di Chōshū. Gli estorsero con la tortura informazioni su un incontro di uomini di Chōshū che doveva tenersi per pianificare un attacco al Palazzo per rapire l'imperatore e portarlo ad Hagi e appiccare poi fuoco alla capitale come diversivo. Furutaka non fu in grado di dire quale sarebbe stato il luogo dell'incontro, ma in base alle informazioni di intelligence raccolte, stimarono che una delle possibilità fosse Ikedaya e l'altra Shikokuya.
Poco prima dell'operazione, la Shinsengumi venne divisa in due gruppi, diretti ciascuno in uno dei 2 luoghi ipotizzati per l'incontro: Kondō-san con 10 uomini, tra i quali volle però Okita, Nagakura e Tōdō, si diresse verso Ikedaya, a Sanjo. Hijikata con 24 uomini (tra cui Saitō e Harada) andò a Shikokuya, a Gion.
L'incontro segreto si tenne a Ikedaya l'8 luglio 1864 (元治元年6月5日), dove Kondō fece irruzione in nome del clan Aizu e del Bakufu per perquisire l'edificio. Okita e Kondō salirono subito al piano superiore dove ingaggiarono battaglia con degli uomini di Chōshū, mentre Nagakura, Tōdō e gli altri combattevano al piano terra. Vi furono morti e feriti da entrambe le parti, ma solo quando Okita collassò e poi Tōdō venne ferito alla testa, la Shinsengumi iniziò a trovarsi in difficoltà. A quel punto però era arrivato il gruppo di Hijikata a portare rinforzi, avvertito che la sede dell'incontro era Ikedaya.
La Shinsengumi, nonostante le perdite, uscì vittoriosa dallo scontro e in seguito agli sforzi compiuti ricevette un documento ufficiale dal Commissario Militare di Kyōto che lodava l'impegno della Shinsengumi e la ringraziava per il suo lavoro (ho avuto modo di vedere dal vivo il documento in occasione di una mostra tenutasi proprio sull'incidente di Ikedaya al Ryōzen Rekishikan).

In queste illustrazioni appese fuori da Ikedaya, si può vedere la ricostruzione della battaglia, dove sono indicate con precisione anche le posizioni in cui i singoli samurai hanno combattuto.


 





Una foto dell'interno di Ikedaya



Photo source:http://cdn-ak.f.st-hatena.com/images/fotolife/y/yamato81/20150603/20150603004452.jpg

Una serie di immagini del minuzioso plastico che ricostruisce l'episodio di Ikedaya, custodito al Ryozen Rekishikan


Photo source:http://www.dokka.jp/uimg/site271-03.jpg



Photo source:http://www.goobike.com/area/kansai/kansai88/img/25_l.jpg


Photo source:http://www.47news.jp/PN/200312/PN2003121801001255.-.-.CI0002.jpg

Questo è il link a un blog (in giapponese) che ricostruisce la dinamica dei fatti di Ikedaya: 池田屋事件.

Poco tempo dopo, il 20 agosto 1864 (元治元年7月19日), Chōshū tentò comunque di attuare il proprio piano e entrare nel Palazzo Imperiale, ma si scontrò con le forze di Aizu e Satsuma che alla fine sconfissero e misero in fuga gli uomini di Chōshū, che si ritirarono in buona parte sul Tennōzan; alcuni di loro commisero seppuku in seguito alla sconfitta, anche tra gli uomini che rimasero in città in un'ultima strenua lotta (tra questi ci fu Kusaka Genzui). Prima della fuga, appiccarono anche il fuoco in alcune zone della capitale. Questo fatto divenne noto come l'incidente di Kinmon (禁門の変) o ribellione di Hamaguri (蛤御門の変). Anche in seguito al ruolo ricoperto durante questi fatti, il Commissario Militare riconobbe ancora una volta i meriti della Shinsengumi in un documento ufficiale.


La porta di Hamaguri, teatro dello scontro durante l'incidente di Kinmon
Photo source:http://static.panoramio.com/photos/original/7881585.jpg

Questa è invece la porta di Kenreimon 健礼門, l'ingresso principale del Palazzo imperiale, dalla quale Choshu voleva entrare a palazzo


In seguito alla crescente fama, la Shinsengumi aveva attratto nuove reclute e aveva ormai più di 200 uomini. Al gruppo si era unito anche Itō Okura (samurai e maestro dello stile Hōkushin Ittō-ryū presso il dōjō Gebunkan di Chiba, dove si erano allenati anche Yamanami e Tōdō) con il suo seguito, tra cui il fratello Suzuki Mikisaburō, che divenne capitano della nona squadra della Shinsengumi. Le strutture di Mibu iniziavano a rivelarsi insufficienti e si decise quindi il trasferimento in strutture più grandi: la scelta cadde sul tempio di Nishi Hongan-ji, tradizionalmente sostenitore di Chōshū. Il trasferimento avvenne nella primavera del 1865 (元治2年3月10日), poche settimane dopo la morte di Yamanami. 

Hondō di Nishi Honganji (la foto è mia, febbraio 2012)


Il famoso e spietato codice della Shinsengumi non risparmiò morti neppure tra coloro che lo avevano redatto. All'inizio del 1865, Yamanami decise di lasciare la Shinsengumi e andò via lasciando solo una lettera. Non si conoscono le cause effettive del suo abbandono, ma è possibile e probabile che la decisione sia maturata in parte per la progressiva perdita di importanza e di un ruolo ben definito all'interno della Shinsengumi e in parte perché non condivideva la linea di azione di Hijikata e anche di Kondō, almeno non del tutto. Le sue idee lealiste, con le quali si era originariamente legato al gruppo e alla sua missione, ebbero probabilmente anch'esse un certo peso, così come la decisione, da lui strenuamente opposta, di trasferire il quartier generale a Nishi Hongan-ji. Quali che fossero i motivi che lo spinsero a lasciare la Shinsengumi, lo fece senza permesso e questo andava contro il codice: quando si accorsero che era andato via, mandarono Okita a cercarlo verso Otsu. Si ritiene che fu mandato Okita per il rapporto fraterno che legava i due, sperando così che Yamanami non venisse riportato al quartier generale, dove avrebbe dovuto affrontare la punizione prevista per i disertori, harakiri. Ma Okita lo trovò ed egli anziché tentare di fuggire (come, si racconta, lo avesse esortato a fare Okita) decise di propria volontà di seguire l'amico e accettare il proprio destino. Yamanami commise seppuku in una stanza di Maekawatei il 元治2年2月23日 (20 marzo 1865) con Okita come secondo. 

Qualche tempo prima, alla fine del decimo mese 元治年 10  (novembre 1864) si unì alla Shinsengumi Itō Okura, che cambiò il nome in Kashitarō. Si unì al gruppo in seguito a un incontro con Kondō e Tōdō quando questi si recarono a Edo, ma già un paio di mesi prima Tōdō gli aveva scritto invitandolo.
A molti apparve strano che un lealista convinto e dichiarato come lui avesse interesse a unirsi alla Shinsengumi e avevano il sospetto che avesse altri obiettivi, come approfittare del prestigio che la Shinsengumi andava acquisendo per realizzare obiettivi propri, oppure scardinarla e distruggerla dall'interno. Oltre ad essere stato maestro di Tōdō, Itō conosceva bene anche Yamanami e si diceva che avessero idee comuni e probabilmente esisteva tra loro un buon rapporto. Quello che da subito nutrì profondi dubbi e ostilità nei confronti di Itō fu invece Hijikata. Sembra che Itō dopo un po' di tempo decise di non provare più a cambiare direzione alla Shinsengumi o influenzarne l'operato e dopo circa due anni dal suo arrivo chiese a Kondō e Hijikata di poter lasciare il gruppo, ma il permesso gli fu negato. Poco dopo, con l'aiuto di Nakaoka Shintarō e alcuni nobili esiliati di Satsuma, riuscì a ottenere degli ordini imperiali che gli avrebbero consentito di lasciare la Shinsengumi senza dover incorrere nel codice. Itō lasciò la Shinsengumi nella primavera del 1867, 慶応3年3月20日 (24 aprile) con un gruppo di altre 13 persone, tra cui Tōdō e Saitō. Ufficialmente andava via per svolgere l'incarico affidatogli di sorvegliare la tomba imperiale, data la recente morte dell'imperatore Kōmei, ma in realtà, mentre fingeva di intrattenere ancora rapporti amichevoli con la Shinsengumi, continuava a incontrare segretamente uomini del clan Satsuma, ai quali promise di eliminare Kondō. I suoi movimenti non passarono inosservati a Hijikata e Kondō, che però decisero di aspettare l'occasione per agire in merito. Inoltre, Saitō si era unito al gruppo di Itō come spia e fu proprio lui a rivelare loro il piano di Itō di uccidere Kondō il giorno 20 (11
月20日 ). Il giorno del 13 dicembre 1867 (慶応3年11月18日), Kondō e Hijikata invitarono Itō a un incontro nella casa dell'amante di Kondō e si riporta che i colloqui ebbero un esito positivo, ma sulla via del ritorno a Kōdai-ji (quartier generale della guardia delle tombe imperiali dove alloggiavano Itō e i suoi uomini) venne sorpreso non lontano da Nishi Hongan-ji da alcuni uomini della Shinsengumi che lo uccisero (Oishi Kuwajirō gli trafisse la gola con la lancia). L'assassinio di Itō, divenuto noto come incidente di Aburanokōji (油小故事件), dal nome della strada in cui fu ucciso, continuò poche ore dopo l'attacco con uno scontro tra i due gruppi, quando alcuni uomini di Itō andarono a recuperare il suo corpo e trovarono la Shinsengumi a tendere loro un'imboscata. Tre di loro rimasero uccisi, tra essi Tōdō, sebbene Nagakura avesse cercato di salvarlo e farlo fuggire, anche perché, come racconta lo stesso Nagakura, fu proprio Kondō a raccomandarsi di non uccidere Tōdō.

Lapide commemorativa dell'incidente di Aburanokōji nel piccolo tempio di Honkōji


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Un mese dopo (慶応3年12月18日), uomini di Itō, tra cui il fratello Suzuki Mikisaburō, tesero un agguato a Kondō per vendicare il proprio comandante e lo colpirono con un'arma da fuoco alla spalla destra presso Fushimi. La ferita apparve subito grave e Kondō fu trasportato a Osaka per essere curato, non potendo quindi partecipare alla battaglia di Toba-Fushimi che si svolse poco tempo dopo.

La battaglia di Toba-Fushimi iniziò con il nuovo anno (慶応4年1月3日) e vide subito la morte di uno dei membri storici della Shinsengumi, Inoue Genzaburō (慶応4年1月5日) e di altri 14 uomini, seguita da quella di Yamazaki Susumu (慶応4年1月10日) che mori durante il viaggio di ritorno verso Edo. Alla fine della battaglia, infatti, Hijikata decise di partire subito per Edo per far curare Kondō dal medico del Bakufu Matsumoto Ryōjun, che aveva già collaborato con la Shinsengumi (fu lui a diagnosticare la tubercolosi a Okita qualche tempo prima). Ma è proprio in questo momento che nascono dei problemi con Harada e Nagakura, che lamentano la latitanza del comando in un momento difficile come quello della battaglia; durante il combattimento e alla fine della battaglia, si erano infatti trovati a gestire una situazione difficile perché non avevano un comando di riferimento e i soldati scontenti rimostravano per questo abbandono. I due lasceranno poi la Shinsengumi (慶応4年3月12日) dopo la battaglia di Kōshū-Katsunuma, creando un nuovo gruppo, lo Seiheitai o Seikyōtai.
Dopo la cattura di Kondō a Nagareyama (慶応4年4月3日) e la sua esecuzione (Itabashi, Edo, 慶応4年4月25日, 17 maggio 1868), quel che rimane della Shinsengumi, ovvero Hijikata, Saitō e Shimada, continuano fino alla fine a combattere per i loro ideali, anche se ad un certo punto si dividono e mentre Hijikata con Shimada segue Enomoto a Ezo, Saitō rimane a combattere ad Aizu.

La battaglia di Hakodate con cui si concluse la Guerra Boshin nel giugno 1869 si portò via anche Hijikata, che morì in seguito alle ferite riportate in battaglia (慶応5年5月11).

Gli unici a sopravvivere al Bakumatsu e alla guerra furono Shimada, Nagakura e Saitō. Shimada tornò a Kyōto dove lavorò come custode a Nishi Hongan-ji fino alla morte (明治33年, 1900); in quel periodo scrisse anche un diario (ho avuto modo di vederlo al museo citato sopra). 
Nagakura morì nel 1915 (大正4年1月5日) e per sua volontà fu eretta una lapide in memoria di Kondō a Itabashi; egli stesso volle essere seppellito lì. 

Monumento di Itabashi


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Anche Saitō morì nel 1915 (大正4年9月28日) ed espresse la volontà di essere sepolto ad Aizu.


Tempio Amidaji, Aizu. Qui sono sepolti i guerrieri del clan Aizu che combatterono durante la battaglia di Aizu e qui si trova anche la tomba di Saitō Hajime.
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Harada aveva perso la vita nella battaglia di Ueno (慶応4年5月17) e Okita morì pochi giorni dopo (慶応4年4月30): non partecipava più a nessuna operazione già dall'autunno 1867, quando le sue condizioni si aggravarono notevolmente.

Piccole curiosità:

- Tra i capitani della Shinsengumi quattro erano considerati dei veri maestri della spada e del combattimento: Okita, Nagakura, Saitō e Tōdō, tanto che venivano chiamati "i quattro re celesti di Kondō"(近藤四天王).



Questa è a grandissime linee la cronistoria della Shinsengumi. L'ho tenuta il più neutrale possibile. Altri dettagli sono e saranno contenuti in tutti i post dedicati alla Shinsengumi e ai suoi protagonisti che ho già pubblicato e che pubblicherò sul sito.
Cosa rappresenti per me la Shinsengumi l'ho già spiegato in un altro post e non mi pare questa la sede per ripeterlo.
È più che probabile che abbia dimenticato qualcosa di importante e mi riservo di aggiungerlo appena me ne renderò conto :D
La cosa più difficile probabilmente è stata usare solo i cognomi per alcuni di loro che io chiamo sempre e solo per nome, e non usare il san per alcuni di loro...



Vorrei condividere con voi un video molto carino e interessante che segna non la nascita della Shinsengumi, ma quella del nucleo di persone alla base della Shinsengumi. 
Ecco a voi^^
Emozione a go-go^^


Questi sono i discendenti degli uomini della Shinsengumi:
Da sinistra, Miyagawa Seizō sama, discendente di Kondō-san e nono maestro della Tennen Rishin-ryū, al centro c'è Satō Fukuko-san, una discendente di Satō Hikogorō, il cognato di Hijikata, che aveva anch'egli un dōjō di Tennen Rishin-ryū a Hino e a destra c'è un discendente di Inoue Genzaburō, Inoue Masao-san , anch'egli istruttore di Tennen Rishin-ryū nel dōjō di Miyagawa-sama. 
Nella foto a destra c'è una discendente di Hijikata, Hijikata Megumi-san, direttrice del museo Hijikata


Photo source:http://file.fukukodayori.blog.shinobi.jp/8e24e179.jpeg
Photo source:http://www.hijikata-toshizo.jp/images/Director.jpg

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