domenica 9 maggio 2010

Shoren-in

Uno dei primi templi che ho visitato una volta trasferitami nel mio nuovo appartamento si trova accanto ad uno dei più imponenti, ma non sfigura certo per bellezza. Si tratta di Shōren-in 章蓮院 monastero buddhista che conserva al suo interno alcuni tesori nazionali e racchiude un giardino splendido.
Il tempio dista circa un'ora di camminata a passo sostenuto (ovvero il mio XD) da casa mia e la passeggiata per raggiungerlo è molto piacevole, in particolare attraversando il Sanjo obashi.













Shōren-in si trova al confine tra Gion e Higashiyama, i due quartieri più affascinanti e ricchi di monumenti della città; per raggiungerlo cammino dunque attraverso una parte molto pittoresca di Kyōto.













Avevo già visto alcune foto di Shōren-in, ma non mi aspettavo assolutamente di vedere quello che i miei occhi hanno mostrato al mio animo incredulo.
Una delle immagini più note di Shōren-in è l'esterno: enormi e stupendi alberi di canfora circondano le mura del monastero e gettano un'ombra fresca e piacevole su un pomeriggio decisamente più caldo del solito:













Dopo la porta d'ingresso un sentierino in salita conduce all'edificio da cui si entra nel monastero e si inizia un viaggio nel tempo e nel bello essenziale della tradizione giapponese.
Il primo locale dell'edificio offre un suggestivo scorcio di una parte del giardino grazie a tutte le sue finestre poste sulla parete sinistra:

Da qui si apre un gioco di stanze collegate tra loro attraverso bellissime porte scorrevoli dipinte che creano delle opere d'arte a sé, con le immagini fissate da abili artisti sulla carta con cui sono state ricoperte secoli fa. L'effetto è veramente molto bello: una caratteristica unica dei palazzi giapponesi e che suscita un fascino notevole, riportandoci indietro nel tempo, quando uomini e donne in kimono animavano questi locali.






Bellissima finestra con seduta che si affaccia sul giardino, in particolare su una piccola fontana.



Dalla "stanza del disegno" nell'edificio del Kachoden si contempla questo meraviglioso angolo di giardino, caratterizzato dal Ryujin no ike, ovvero il laghetto del drago, in cui la pietra al centro del laghetto rappresenta il dorso di un drago che fa il bagno. Certo che inginocchiarsi sul tatami con una tazza di tè e un dolcetto e contemplare questo quadro vivente è davvero qualcosa a cui potrei abituarmi...




Altri scorci del bellissimo Ryuujin no ike e del giardino che lo circonda:




Una pausa decisamente rilassante e rinfrancante tanto per i sensi che per lo spirito...

Ancora un panorama del giardino del laghetto ma da un'altra prospettiva: qui è visto dal Kogosho, un edificio che ospita dei tesori nazionali, ovvero degli splendidi dipinti a parete e sugli scorrevoli. Non si potevano fare fotografie all'interno del Kogosho, ma io ho visto il cartello troppo tardi xD



L'edificio si affaccia proprio sul laghetto e sul suo ponticello:



Dal Kogosho ci si incammina verso un'altra parte del monastero in cui è situato uno degli edifici più importanti, impreziosito da splendidi dipinti di pini sulle pareti, si tratta dell'edificio Shinden, il più grande del comprensorio:


Proseguo il mio giro ritornando al laghetto e osservandolo da vicino

Il tempio di Shōren-in è stato costruito per volere dell'imperatore Toba nel XII secolo, come alloggio per il figlio che studiava presso il tempio di Enryaku-ji; col passare del tempo assunse un ruolo importante all'interno delle gerarchie buddhiste e fu quindi influente per la scelta e la formazione degli abati di altri templi. Ma il suo compito più importante lo assunse alla fine del XVIII secolo nell'epoca Tenmei, quando nel 1788 il grande incendio di Kyōto bruciò parte della città e il Palazzo Imperiale, e l'Imperatore cercò rifugio proprio a Shōren-in, dove alloggiò per diverso tempo.
Ora Shōren-in rappresenta un'oasi di pace e bellezza alle pendici dell'Higashiyama, quindi vi lascio ad un'altra carrellata di foto:



Le ultime due foto raffigurano la parte sinistra del giardino con dei sentieri che si inerpicano sulla montagna e portano ad un piccolo santuario shintō immerso nel bosco e vicino al boschetto di bambù, da cui si osserva una suggestiva vista del laghetto e del Kachoden, prima di riscendere ed avviarsi verso lo Shinden e il Shijoko-dō:



 In questo edificio sono conservati ben due tesori nazionali: un mandala e il dipinto del Cetaka blu, una divinità protettrice di Shōren-in.
Avevo già visto diverse foto di questo tempio, e sapevo che era bello, infatti lo avevo inserito nella mia famosa lista. Ma visitarlo e vederlo con i miei occhi è stata un'esperienza indescrivibile. È davvero incredibile pensare che nel bel mezzo di una città di un milione e mezzo di abitanti, che pullula di vita e si trova al centro del Paese più tecnologicamente avanzato al mondo, ci possano essere questi angoli, queste oasi che non solo sembrano essere luoghi dove il tempo si è fermato, ma riescono a farci davvero sentire come se varcando il loro ingresso avessimo fatto un tuffo nel passato. Pensare che su quei tatami, in quelle stanze, in quei giardini hanno camminato nei secoli monaci e abati di origine imperiale e perfino lo stesso imperatore, mi ha fatto sentire parte di un mondo che fino a quel momento avevo visto e "vissuto" solo nei miei sogni.
Ormai è quasi sera, l'orario delle visite è finito e la porta del tempio si chiude dietro di me
Torno alla vita reale, riattraverso il "mio" ponte e lascio questo mondo magico per riprendere la mia vita nel XXI secolo, ma solo per un po'...


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