venerdì 19 marzo 2010

Finalmente a Kyōto!!

Ci è voluta una vita... ma finalmente sono riuscita ad arrivare a Kyōto... una città che ho sempre sognato di visitare, e che ho sempre avuto la sensazione di conoscere già, da sempre... chissà, magari ci ho vissuto in una vita passata u.u

Ho preso il treno della Hankyuu Line da Toyonaka e in un'oretta circa sono scesa a Kawaramachi... Kyōto!!!!!!! *__*



La stazione si trova a Gion, il quartiere più vecchio e caratteristico della città, e nel quale si trovano le scuole e le case delle bellissime geishe!!
Alla stazione è venuto a prendermi il mio carissimo amico Kanehiro, che mi ha portato all'università dove ho incontrato Yoko, Yusuke e altri studenti; poi il caro Kacchan ha pensato bene di farmi iniziare la mia visita in questa meravigliosa città.

Piccola nota su Kyōto: è stata la capitale del Giappone per più di mille anni (794-1868), e all'inizio si chiamava Heian (poi chiamata Heiankyō “capitale Heian”); in seguito le è stato dato il nome Kyōto. I due kanji con i quali si scrive il suo nome in giapponese, 京都, significano entrambi "capitale"... questo vi dà l'idea dell'importanza storica di questa meravigliosa città, nella quale sono conservati alcuni tra i monumenti più importanti e più belli dell'intero Giappone, e che sono stati proclamati tesori nazionali, ma anche patrimonio dell'umanità dall'Unesco. In particolare, Kyōto è una città ricchissima di templi buddhisti e santuari shintō, se ne contano diverse centinaia tra grandi, medi e piccini. 

Prima di venire in Giappone ho redatto una lunghissima lista di monumenti e luoghi da visitare (situati principalmente a Kyōto), molti dei quali sono proprio templi, monasteri e santuari. Tra quelli che più desideravo vedere c'è il  


Ginkaku-ji  銀閣時, ovvero Padiglione d'argento (sebbene il padiglione d'argento sia solo uno degli edifici del tempio, il cui nome propriamente è Tōzan Jishō-ji, secondo il nome buddhista preso dallo Shogun Ashikaga Yoshimasa dopo aver preso i voti, sul finire della sua vita). Di argento non ce n'è proprio, il nome “padiglione d’argento” deriva dall’iniziale intenzione dello Shogun Ashikaga, che ne aveva commissionato la costruzione in epoca Muromachi, di rivestire l’edificio di foglie d’argento, sul modello del Kinkaku-ji. L’opera di copertura non fu però mai realizzata e lo Shogun ormai ritiratosi a vita contemplativa lo lasciò così come si trova oggi. In seguito venne ricoperto di una vernice lucida che riflettendo l’acqua del laghetto avrebbe dovuto dare l’illusione che l’edificio brillasse come argento, ma questa copertura lucida non venne rinnovata negli ultimi lavori di restauro, che ci hanno restituito l’opera così come il suo patrocinatore l’aveva lasciata. Oggi, insieme al Kinkaku-ji, il Ginkaku-ji fa parte della setta Rinzai che fa capo al Shokoku-ji, un tempio storicamente molto importante a Kyōto. Esattamente come il Kinkaku-ji, il Ginkaku-ji nasce come villa per il riposo e lo svago dello Shogun, che nel caso del padiglione d’argento aveva però espresso la chiara volontà di farlo diventare un tempio buddhista dopo la sua morte. Oggi il Ginkaku-ji è una delle mete preferite dai visitatori e rivaleggia in questo con il suo tempio “fratello” del Kinkaku-ji, sebbene abbia un aspetto meno appariscente.

 
Ed è proprio al Ginkaku-ji che, senza alcun preavviso, si è diretto Kanehiro, e quando mi ha detto dove stavamo andando hanno iniziato a tremarmi le gambe... Poi ho visto una piccola stradina costeggiata su entrambi i lati da piccoli chioschi di souvenir e prelibatezze locali, e allora ho capito che alla fine della stradina c'era la porta del tempio:



Non credo di essere in grado di esprimere quello che ho provato nel varcare quella porta, e soprattutto nel trovarmi davanti agli occhi il Ginkaku-ji... un tempio che per tanto tempo avevo contemplato in fotografia e desiderato vedere dal vero... era lì, davanti a me, nella sua splendida semplicità:



punto di partenza e di arrivo di un suggestivo giro nel bellissimo giardino del tempio, da cui si può godere una bellissima vista di parte della città e del complesso del Ginkaku-ji:



Il giardino giapponese è costituito dall’immancabile, nei templi buddhisti, composizione in sabbia che qui al Ginkaku-ji rappresenta l’oceano sovrastato da un tronco di cono simboleggiante il Monte Fuji, e dal tipico laghetto attraversato da piccoli ponticelli di pietra. Eccone uno scorcio:




















Un’altra perla del tempio è l’edificio del Togudō, tesoro nazionale e patrimonio dell’Unesco, e devo dire che è davvero meraviglioso, pur nella sua sobrietà e nelle sue dimensioni ridotte. Quando ammiravo il Ginkaku-ji in foto, prima di poterlo vedere dal vero, una delle mie due foto preferite, nonché una delle mie foto preferite tra le migliaia che ho collezionato sul Giappone, raffigura proprio il Togudō.
Eccolo, semplice e stupendo:








































Da qui parte un sentiero che si inerpica per la montagna e lungo il quale sono d’obbligo le soste a due sorgenti, che venivano utilizzate per attingere l’acqua per la preparazione del tè. La più celebre tra le due è la Sengetsusen – ovvero la sorgente in cui si bagna la luna:
 




















La mia visita si conclude con una passeggiata dall’altro lato del padiglione, circondato da un prato di muschio, altra caratteristica del giardino, che ne conta diverse varietà; siamo a metà marzo e i ciliegi sono ancora spogli, questo è il momento di un altro fiore tipico della tradizione giapponese, la camelia o tsubaki: ecco la cartolina con cui il Ginkaku-ji mi saluta, e io saluto voi,





















fino al prossimo capitolo!

Matane

7 commenti:

  1. "Welcome to Kyoto" *_*

    che bella la natura in cui è immerso il Ginkaku-ji e lo sarà ancora di più in piena primavera *_*

    hai fatto qualche foto all'interno del tempio?

    RispondiElimina
  2. No, Micky, non si può entrare negli edifici ç___ç se non in occasioni speciali... così speciali che non si verificano quasi mai ^^"
    però ho fotografato una bellissima porta di uno dei padiglioni che lascia intravvedere un po' l'interno...

    RispondiElimina
  3. Sono contenta che il tuo sogno si sia realizzato!
    Divertiti in Giappone e fa che ogni momento che tu trascorra li sia unico..............
    ciao

    RispondiElimina
  4. Grazie Lia cara! Che piacere vederti anche qui^^

    RispondiElimina
  5. Ciao Sango come va?
    Spero' che il lavoro prosegua bene e che ti stia anche divertendo :-)
    Mi piace molto la foto del viale le donne con il kimono sono stupende mi sembra una cosa d'altri tempi...
    ciao

    RispondiElimina
  6. Ciao Lia!!
    Insomma, inizio ad ambientarmi^^
    Anche se il tempo è a dir poco schifoso.. In questo momento diluvia in modo incredibile...
    Sì, anche io adoro quella foto^^ A Kyōto tantissime donne girano per la città in kimono, tabi e con le acconciature tradizionali. Un vero spettacolo *__*

    RispondiElimina
  7. Ciao Sango,
    mi fa piacere che inizi ad ambientarti!
    Stare lontani da casa non deve essere facile ma pian pianino tutto si risolve.
    Con coraggio e determinazione tutto è possibile!
    Incrocio le dita per te per la borsa di studio.
    A presto ciao

    RispondiElimina