venerdì 26 marzo 2010

Un compleanno speciale

Trovandomi sola e lontana da casa per il mio compleanno, ho pensato che non potesse esserci modo migliore di "festeggiarlo" che andando a visitare qualcuno dei templi che stanno in cima alla mia famosa lista.. Detto fatto, ho preso il treno da Toyonaka e sono andata a Kyōto.
La giornata era terribile: diluviava, tirava vento e faceva veramente freddo, tanto che in alcuni momenti la pioggia sembrava nevischio; inoltre il cielo era molto scuro e c'era poca luce. Mi è venuta a prendere Yoko in stazione e mi ha prima di tutto portato a pranzo in un ristorante che serve piatti tipici giapponesi.
Sulla via per il ristorante abbiamo attraversato un ponte steso sul Kamogawa, il fiume principale della città e molto amato dai suoi abitanti. Ed è proprio lì che Kyōto mi riserva il primo regalo della giornata: uno 枝垂桜 shidarezakura (un ciliegio piangente) fiorito *__* il mio primo ciliegio giapponese in fiore!!!



L'esperienza al ristorante è stata molto carina! Ho ordinato tenpura, la celebre frittura giapponese e ho potuto assaggiare tante altre piccole pietanze a disposizione dei clienti e incluse nel prezzo. Tra i tanti cibi che ho provato, quelli che mi sono piaciuti di più sono le 里芋 satoimo, ovvero una sorta di patate abbastanza dolci e molto saporite
 (eccole qui ).

All'uscita dal ristorante ho visto e ammirato una piccola composizione di bamboline tradizionali che rappresenta un antico matrimonio di corte. Ciò che più apprezzo in generale della cultura giapponese è la maniacale attenzione per i dettagli anche nei piccoli oggetti. Queste bamboline sono perfette, opere d'arte, e ognuna ha un viso e un vestito diverso, sembra quasi di vedere delle antiche dame in carne ed ossa (una di esse tiene al guinzaglio uno shitsu, sembra vero pure lui °_°)



Il ristorante si chiama Yoshikura: qui trovate il suo sito web, tutto in giapponese ovviamente ;P Yoshikura


Dopo pranzo abbiamo preso l'autobus 203 e ci siamo dirette verso uno dei templi che volevo visitare e nonostante il tempo veramente orribile non sono rimasta delusa. La sensazione che ho provato nel trovarmi davanti la stupenda porta del tempio non si può descrivere a parole.
Si tratta del tempio di 法然院 Hōnen-in, nella parte nord-est della città, non lontano dal Ginkaku-ji, ma un po' più a sud rispetto ad esso. L'Hōnen-in si trova alle pendici delle montagne orientali di Kyōto, l'Higashiyama, ed è circondato da una fitta foresta di bambù, pini, camelie e altri alberi, che lo rendono un posto particolarmente piacevole in estate, per sfuggire alla calura, ma lo rendono unico e suggestivo sempre. Non sembra di essere ai margini della città, ma in mezzo ai boschi e alle montagne e lontani anche nel tempo, nel tempo in cui il Giappone non era ancora un Paese moderno (come sono nostalgica XD però non stavo pensando all'epoca Sengoku, giuro u.u)


(so che la foto è molto scura, ma c'era molto buio XD)

Avevo contemplato immagini di quella porta per così tanto tempo che mi sembrava di essere davanti ad un'ennesima immagine... ma ero davvero lì e ho varcato quella porta che mi parlava di monaci vestiti con i loro semplici kimono tenendo in mano lo shakujo, il bastone tipico dei monaci buddhisti, e il rosario di perle di giada o di altre pietre dure. Ok, mi avete beccata... immaginavo il mio Miroku che attraversava la porta del tempio... XDD Tra l'altro in uno dei padiglioni del tempio era allestita una mostra di dipinti religiosi e tre di essi rappresentavano il bosatsu Miroku *__* non vi dico che effetto mi ha fatto vedere nelle targhe dei dipinti la parola 弥勒 *__* ma purtroppo non ho potuto fotografarla ç_ç

Una volta varcata la porta questa è la visuale che mi si para davanti:



potete vedere delle bellissime composizioni di sabbia che hanno un disegno diverso a seconda delle stagioni. Poiché ormai siamo in primavera (anche se non sembrerebbe proprio...) è stato raffigurato un fiore di ciliegio in un fiume.
Purtroppo a causa del buio le foto non sono venute proprio bene.. quindi ne posterò poche riservandomi di ritornare al tempio in una giornata di sole^^
Però non posso non mettere una foto dell'ike (池), ovvero il laghetto del giardino del tempio



Nel laghetto nuotavano placide delle grosse carpe scure; ancora non sono riuscita a vedere delle carpe colorate XDD ma so che accadrà presto!
Infine, un'altra foto della mia amata porta, questa volta fotografata dall'interno del tempio e con un po' più di luce, anche se non tanta...



Per salutare il tempio, ecco una foto sul sentiero esterno e sul bosco incorniciata dalla porta: questo è ciò che si vede varcandola in uscita



Naturalmente tornerò al tempio di Hōnen-in, più di una volta (tanto più che l'ingresso è gratuito ;P) e posterò tante altre foto di questo posto per me magico, anche se poco conosciuto rispetto ai templi più famosi.

Perciò... mata-ne Hōnen-in^^

venerdì 19 marzo 2010

Finalmente a Kyōto!!

Ci è voluta una vita... ma finalmente sono riuscita ad arrivare a Kyōto... una città che ho sempre sognato di visitare, e che ho sempre avuto la sensazione di conoscere già, da sempre... chissà, magari ci ho vissuto in una vita passata u.u

Ho preso il treno della Hankyuu Line da Toyonaka e in un'oretta circa sono scesa a Kawaramachi... Kyōto!!!!!!! *__*



La stazione si trova a Gion, il quartiere più vecchio e caratteristico della città, e nel quale si trovano le scuole e le case delle bellissime geishe!!
Alla stazione è venuto a prendermi il mio carissimo amico Kanehiro, che mi ha portato all'università dove ho incontrato Yoko, Yusuke e altri studenti; poi il caro Kacchan ha pensato bene di farmi iniziare la mia visita in questa meravigliosa città.

Piccola nota su Kyōto: è stata la capitale del Giappone per più di mille anni (794-1868), e all'inizio si chiamava Heian (poi chiamata Heiankyō “capitale Heian”); in seguito le è stato dato il nome Kyōto. I due kanji con i quali si scrive il suo nome in giapponese, 京都, significano entrambi "capitale"... questo vi dà l'idea dell'importanza storica di questa meravigliosa città, nella quale sono conservati alcuni tra i monumenti più importanti e più belli dell'intero Giappone, e che sono stati proclamati tesori nazionali, ma anche patrimonio dell'umanità dall'Unesco. In particolare, Kyōto è una città ricchissima di templi buddhisti e santuari shintō, se ne contano diverse centinaia tra grandi, medi e piccini. 

Prima di venire in Giappone ho redatto una lunghissima lista di monumenti e luoghi da visitare (situati principalmente a Kyōto), molti dei quali sono proprio templi, monasteri e santuari. Tra quelli che più desideravo vedere c'è il  


Ginkaku-ji  銀閣時, ovvero Padiglione d'argento (sebbene il padiglione d'argento sia solo uno degli edifici del tempio, il cui nome propriamente è Tōzan Jishō-ji, secondo il nome buddhista preso dallo Shogun Ashikaga Yoshimasa dopo aver preso i voti, sul finire della sua vita). Di argento non ce n'è proprio, il nome “padiglione d’argento” deriva dall’iniziale intenzione dello Shogun Ashikaga, che ne aveva commissionato la costruzione in epoca Muromachi, di rivestire l’edificio di foglie d’argento, sul modello del Kinkaku-ji. L’opera di copertura non fu però mai realizzata e lo Shogun ormai ritiratosi a vita contemplativa lo lasciò così come si trova oggi. In seguito venne ricoperto di una vernice lucida che riflettendo l’acqua del laghetto avrebbe dovuto dare l’illusione che l’edificio brillasse come argento, ma questa copertura lucida non venne rinnovata negli ultimi lavori di restauro, che ci hanno restituito l’opera così come il suo patrocinatore l’aveva lasciata. Oggi, insieme al Kinkaku-ji, il Ginkaku-ji fa parte della setta Rinzai che fa capo al Shokoku-ji, un tempio storicamente molto importante a Kyōto. Esattamente come il Kinkaku-ji, il Ginkaku-ji nasce come villa per il riposo e lo svago dello Shogun, che nel caso del padiglione d’argento aveva però espresso la chiara volontà di farlo diventare un tempio buddhista dopo la sua morte. Oggi il Ginkaku-ji è una delle mete preferite dai visitatori e rivaleggia in questo con il suo tempio “fratello” del Kinkaku-ji, sebbene abbia un aspetto meno appariscente.

 
Ed è proprio al Ginkaku-ji che, senza alcun preavviso, si è diretto Kanehiro, e quando mi ha detto dove stavamo andando hanno iniziato a tremarmi le gambe... Poi ho visto una piccola stradina costeggiata su entrambi i lati da piccoli chioschi di souvenir e prelibatezze locali, e allora ho capito che alla fine della stradina c'era la porta del tempio:



Non credo di essere in grado di esprimere quello che ho provato nel varcare quella porta, e soprattutto nel trovarmi davanti agli occhi il Ginkaku-ji... un tempio che per tanto tempo avevo contemplato in fotografia e desiderato vedere dal vero... era lì, davanti a me, nella sua splendida semplicità:



punto di partenza e di arrivo di un suggestivo giro nel bellissimo giardino del tempio, da cui si può godere una bellissima vista di parte della città e del complesso del Ginkaku-ji:



Il giardino giapponese è costituito dall’immancabile, nei templi buddhisti, composizione in sabbia che qui al Ginkaku-ji rappresenta l’oceano sovrastato da un tronco di cono simboleggiante il Monte Fuji, e dal tipico laghetto attraversato da piccoli ponticelli di pietra. Eccone uno scorcio:




















Un’altra perla del tempio è l’edificio del Togudō, tesoro nazionale e patrimonio dell’Unesco, e devo dire che è davvero meraviglioso, pur nella sua sobrietà e nelle sue dimensioni ridotte. Quando ammiravo il Ginkaku-ji in foto, prima di poterlo vedere dal vero, una delle mie due foto preferite, nonché una delle mie foto preferite tra le migliaia che ho collezionato sul Giappone, raffigura proprio il Togudō.
Eccolo, semplice e stupendo:








































Da qui parte un sentiero che si inerpica per la montagna e lungo il quale sono d’obbligo le soste a due sorgenti, che venivano utilizzate per attingere l’acqua per la preparazione del tè. La più celebre tra le due è la Sengetsusen – ovvero la sorgente in cui si bagna la luna:
 




















La mia visita si conclude con una passeggiata dall’altro lato del padiglione, circondato da un prato di muschio, altra caratteristica del giardino, che ne conta diverse varietà; siamo a metà marzo e i ciliegi sono ancora spogli, questo è il momento di un altro fiore tipico della tradizione giapponese, la camelia o tsubaki: ecco la cartolina con cui il Ginkaku-ji mi saluta, e io saluto voi,





















fino al prossimo capitolo!

Matane

Eccomi in Giappone!

Potrei dilungarmi a dirvi quanto io ami questo Paese e quando e per quanto abbia desiderato venirci, e soprattutto venire qui, a Kyōto, una città che per qualche motivo sconosciuto mi ha colpita fin da bambina, anche se non l'avevo mai vista... Nella mia mente era un posto fantastico, pieno di templi antichi e giardini, che un giorno avrei visitato, perché sapevo di appartenevi in qualche modo.
Ci sono voluti un po' di anni (non intendo dire quanti, se no svelo la mia veneranda età u.u), ma ce l'ho fatta finalmente: sono in Giappone, sono a Kyōto e descrivere quello che provo è per me molto difficile, quindi cercherò almeno di dare un resoconto stile "diario di bordo" ;)

Come potete immaginare all'arrivo ho avuto mille cose da fare e da sistemare e quindi mi ci è voluto un po' prima che potessi dedicarmi al blog, e quindi recupero in sintesi gli avvenimenti dei primi giorni; anche perché non è successo niente di speciale, e non ho visto niente di speciale XD
12 marzo, ore 7:00: volo Olbia-Roma;
ore 14:30: volo Roma-Dubai-Osaka
13 marzo, ore 17:20: arrivo a Kansai Int'nl Airport, Osaka. Sono in Giappone!!
La prima impressione è che Osaka è una città immensa, un po' triste; una selva di grattacieli grigi che non trasmette alcun senso di umanità, per non parlare del millenario spirito della civiltà giapponese... è ovvio che per questo devo attendere ancora un po'...
Giunta in albergo sono subito catapultata nella vita giapponese: ho un biglietto omaggio per una onsen che si trova a 10 metri dall'ingresso dell'albergo *__* Naturalmente non ho la minima intenzione di farmi sfuggire un'opportunità del genere e quindi corro subito a fare il mio primo bagno... ai bagni pubblici!!! (Off Topic per i miei colleghi otaku: già, proprio quelli in cui si recavano Kyoko e Godai, o Ranma, Akane & co.; solo che qui Happosai avrebbe avuto grossi problemi a intrufolarsi nella vasca delle ragazze XDD le due aree erano proprio ben separate!!) Quando entro nella sezione femminile e vado allo spogliatoio vengo raggiunta da altre due ragazze, e da neofita di questa interessantissima abitudine giapponese le osservo e le imito, ovvero mi spoglio, metto tutto nell'armadietto, lo chiudo a chiave, e mi dirigo verso i bagni con in mano gli asciugamani che mi hanno consegnato alla reception. Il rito giapponese del bagno serale comprende due fasi: 1) la doccia, ovvero un potente strigiolamento di tutto il corpo con lavaggio di capelli annesso, ci si strigiola per benino, e poi ci si risciacqua per bene; questo perché così non si insozza la vasca nella quale devono immergersi anche tutti gli altri. Ci si può portare i vari saponi e detergenti da casa volendo, ma ci sono grossi flaconi di docciaschiuma, shampoo e balsamo di ottima qualità in ognuno dei rubinetti. Piccola nota esplicativa sulla doccia giapponese: non ci si fa la doccia in piedi, ma seduti su uno sgabellino di legno o plastica, seduti di fronte ad uno specchio sotto il quale c'è il rubinetto e alcune mensole per i saponi e per l'immancabile catino (che in questo caso era di plastica, ma nelle stazioni termali tradizionali è di legno; otaku OT: voi sapete bene di cosa parlo^^). 2) Una volta terminata la doccia ci si immerge nella vasca dove l'acqua è decisamente calda, almeno 50°C, probabilmente anche di più. La sensazione è stupenda (a parte la mia pressione bassa che non mi consente di fare un bagno lunghissimo...), si galleggia benissimo, e siccome l'acqua non è stagnante ma continuamente alimentata dalla sorgente, si forma come un vortice, perciò è consigliabile ancorarsi bene con le braccia. Dopo aver sguazzato per benino si esce, ci si asciuga, ci si riveste e si passa in una sezione del bagno in cui ci si può asciugare i capelli (ci sono phon per tutti!).
Mi sono dilungata un po', mi rendo conto, ma credo che valesse la pena descrivere un rito che la maggior parte dei giapponesi compie ogni giorno, che sia a casa propria o ai bagni pubblici, o, per i più fortunati, alle terme vere e proprie. Credo che questa sarà per me un'abitudine molto difficile da abbandonare al ritorno in Italia XDD
Domenica 14 marzo: Yoshiko-san e suo marito David mi accompagnano in auto alla residenza temporanea dell'università dove avrei dovuto trascorrere qualche giorno e che si trova a metà strada tra Osaka e.... Kyōto. Il campus si trova alla periferia di Hirakata, più vicino al centro di Nagao che a quello di Hirakata in realtà. Lì trascorro una notte, e il giorno dopo, per alcuni disguidi logistici, Yoshiko-san decide che starò a casa loro, e quindi torno a Tōyonaka, Osaka.
Il paesaggio viaggiando da Osaka verso Kyoto cambia notevolmente: compaiono le colline e le montagne e la strada sale leggermente incuneandosi tra valli ricoperte da fittissime foreste di conifere inframmezzate qua e là da aceri e altre latifoglie (notare qui l'influenza paterna u.u). Nagao è un paese abbastanza piccolo, fatto di salite e discese, e con un tempio buddhista, lo Shōshun-ji, dentro il quale non sono potuta entrare perché l'orario di apertura al pubblico era ormai trascorso, ma del quale ho potuto osservare almeno parte del giardino. Non so a chi sia dedicato il tempio, ma intanto ho fatto qualche foto^^
Ci sono 2 statue speculari a guardia del vialetto d'ingresso, questa è la statua di sinistra:



Questa è una delle porte d'ingresso al tempio:


Lungo il perimetro esterno dell'area del tempio sono posti a intervalli regolari molti Jizō, come questo^^ Ognuno rappresenta una funzione diversa, non so quale sia la funzione di questo particolare Jizō, ma era tanto carino^^ e come vedete, i fedeli si prodigano a confezionare vestitini, e spesso lasciano una tazza di tè o una ciotolina di cibo, oltre a fiori e altri regalini



Aggiungo un'altra foto per i miei colleghi otaku^^
Mi sono fatta delle belle risate XD altro che epoca Sengoku XDD guardate un po' come sbarca il lunario la nostra ex-studentessa di terza media...






English version coming soon!